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 Tony bench presser's volume training

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berserk

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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyGio Ago 23, 2012 9:18 am

Ciao Mister cheers

questa è stata una sorpresa piu' che gradita dopo il triste rientro dalle ferie..
e comunque mi sa che siamo un po di piu' di 25 Exclamation
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Deadeye



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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyGio Ago 23, 2012 9:35 pm

ah tony guarda che vogliamo vedere le foto del prima e dopo il ciclo, per verificarne gli effetti sul fisico Razz scherzo, comunque complimenti e' sempre un piacere immenso leggerti, si imparano piu' cose in 20 righe di un tuo post, che in interi libri di altri presunti esperti Wink
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Tonymusante
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyLun Ago 27, 2012 9:11 am

ehh Deadeye ma non sono mica un culturista, eh Very Happy
allora sarebbero senza dubbio più impressive le foto di un paio dei miei Tony's; alla fin fine io sono pur sempre un peso leggero. cyclops

°°°°°°°°°°°°

III SETTIMANA


lunedì 20 agosto

a) bench press: 6x9 + 6x8x 62kg.,
b) trazioni alla sbarra: 6x8 alternando prese in pronazione, palmi paralleli e supinazione,
c) squat: 5x8x50kg.
d) alzate frontali del disco: 4x8x20kg.,
e) aperture a "L" al cavo: 3x10
f) crunch: 3x20


mercoledì 22 agosto

a) bench press: 3x9 + 9x8x 64kg.,
b) stacchi in sumo medio: 4x5x70kg.,
c) floor press: 5x5x80kg.,
d) shrugs con manubri: 4x8x60kg. la coppia,
e) curl bicipiti con bilanciere: 4x8x30kg.
f) ab roller: 2 serie


venerdì 24 agosto

a) bench press: 12x8x66kg.,
b) rematore alla francese: 4x8 con 40kg. di sovracc. sul bilanciere,
c) alzate laterali monoarticolari: 3x8x10kg.,
d) abduzioni posteriori (slanci dietro) del bilanciere: 3x10x30kg.,
e) crunch inverso: 3x20


bw oscillante tra i 62.5 - 63kg.



COMMENTI e RIFLESSIONI

la settimana è trascorsa senza risentimenti nella zona del collo e questo mi ha consentito di assimilare i wo soddisfacentemente e di proseguire qualche piccolo esperimento utile all'attualità.
Ho terminato quella che consideravo la fase introduttiva del programma, che avrebbe dovuto condurre, oltre ad un buon lavoro di vascolarizzazione iniziale e di condizionamento generale, pure alla scelta delle esercitazioni più idonee al periodo contingente, sia per efficacia individuale, sia per compatibilità con le peculiarità fisiche e logistiche.
Preferisco al momento escludere tutti i movimenti di distensione in alto, che potrebbero crearmi fastidi a livello cervicale se sommati alle serie di panca, ad altri esercizi e ad una ridotta disponibilità di tempo per lo stretching appropriato.
Contestualmente inserisco invece alcune esercitazioni ausiliarie specifiche, cercando di trovare un'omogenea distribuzione nell'ambito delle 3 sedute settimanali. Chiaramente, alcuni esercizi potrebbero essere variati o alternati nel corso delle 9 settimane previste per quello che dovrebbe rivelarsi il lavoro di volume più consistente nella bench press.

Avrei pertanto ripartito, nelle 3 sessioni, le esercitazioni per tipologia di caratteristiche e per finalità; i gruppi in tal modo venutisi a creare comprenderebbero - a loro volta - i singoli esercizi effettuabili nel corso di ciascuna seduta.
Questo che segue è la pianificazione di base: le lettere colorate a), b), ecc., indicano ciascuna una tipologia d'esercitazione eseguibile nel corso della seduta (da a fino g = 5/7 esercizi); le sottostanti suddivisioni I, II, III di ogni lettera stanno ad indicare i singoli esercizi che nelle 3 sedute, sessione per sessione (I,II,III), verrebero scelti per soddisfare l'espletamento della tipologia indicata dalla riciordata lettera corsiva.


PLANNING


a) - alzata di gara:
bench press in 3xweek;

b) - lavoro sussidiario sui principali antagonisti
Ib) - trazioni alla sbarra (varie prese),
IIb) - stacchi (varie modalità),
IIIb) - rematore;

c) - lavoro ausiliario specifico
Ic) - floor press (in seguito sostituibile con board press),
IIc) - contrazioni isometriche (poi eliminabili con il geared),
IIIc) - movimenti di lockouts (poi sostituibili con board press);

d) - lavoro di potenziamento generale (arti inferiori)
Id) - front o back squat,
IId) - calf raises,
IIId) - h. squat;

e) - lavoro ausiliario aspecifico inerente alla catena cinetica interessata
Ie) - spalle, deltoidi ant.ri: alzate frontali (poi sostituibili con esercizi di shoulder press),
IIe) - spalle, deltoidi sez. mediana: alzate laterali varie (poi sostituibili con tirate allo sterno),
III) - spalle, trapezio: shrugs (vari tipi di scrollate);

f) - lavoro complementare sugli stabilizzatori
If) - stabilizzatori della catena: aperture a "L" per extrarotatori (cavo, manubrio o shoulder horn),
IIf) - stabilizzatori antagonisti: curl bicipiti (vari tipi),
IIIf) - minori: slanci dietro o curl avanbracci (a rotazione tra loro);

g) - lavoro sul "core"
crunch addominali e hyperextensions (varie modalità).

NOTE:
1) Il lavoro d'isolamento sul tricipite - che per sommi capi potremmo ricomprendere tra quello ausiliario aspecifico seppur inerente alla catena cinetica - ritengo possa essere soddisfatto a sufficienza dalla mole delle serie di bench press e, in particolare, dal lavoro ausiliario specifico previsto nel gruppo b), poichè in gran parte gravante in maniera precipua sui tricipiti nell'ambito della sinergia di gruppi interessati, che esclude quasi del tutto il gran pettorale.
Questo anche in considerazione della ridotta estensione e volume del muscolo in questione rispetto agli altri muscoli che agiscono nei movimenti che li coinvolgono e ci interessano.
2) Per snellire le sessioni e per mera questione di tempo, i punti f) e g) potrebbero essere collocati nei giorni alterni ove non è prevista la seduta, senza che tuttavia il programma - data la marginalità della variante - devii dalla sua originale ripartizione in 3xweek.


Quanto sopra è, come ovvio, un protocollo di base, che si auspica poter soddisfare ma che, nelle settimane che verranno, dovrà obbligatoriamente contrastare impegni, ritardi, problemi, imprevisti e magari scendere a compromessi con essi.
L'importante è aver strutturato con chiarezza le linee guida da seguire e, nondimeno, accingersi a farlo con l'entusiasmo, la volontà e la tenacia che è tipica di chi affronta un programma prefiggendosi obiettivi agonistici concreti.
Per tutto il resto e per quanto non preventivabile, si avrà modo di apporre i giusti correttivi in corso d'opera, alambiccandomi la materia grigia scratch con una serie interminabile di numeri, direttici, distinguo, obiezioni e meditazioni su ciò che ci appassiona congegnare, sperimentare, applicare, costruire, inseguire..... confused; nel frattempo ma inevitabilmente "...così, tra questa Immensità, s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare" swim









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lazy



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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyLun Ago 27, 2012 12:00 pm

Ma questa fase introduttiva di "vascolarizzazione-capillarizzazione" è presente perchè vieni da un periodo di sosta o da un tipo di lavoro diverso.... oppure è sempre necessaria per approcciarsi a questo genere di preparazione ad alto volume?
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyLun Ago 27, 2012 12:46 pm

lazy ha scritto:
Ma questa fase introduttiva di "vascolarizzazione-capillarizzazione" è presente perchè vieni da un periodo di sosta o da un tipo di lavoro diverso.... oppure è sempre necessaria per approcciarsi a questo genere di preparazione ad alto volume?


no non è sempre necessaria e, nel caso mio, è vera la prima ipotesi che hai fatto.
In ogni caso, però, tieni presente che difficilmente trovi molti atleti già avvezzi a programmi così lunghi e voluminosi al loro interno (con esclusione ovviamente dei circuiti professionistici) perchè, vuoi per uno o un altro motivo, pure atleti già avanzati per allenamenti e risultati potrebbero tuttavia aver seguito finora approcci totalmente o parzialmente diversi.
Ecco dunque che un periodo di condizionamento generale, aldilà delle mie necessità contingenti, può avere diverse motivazioni valide per il suo impiego. Ti cito alcuini casi e ragioni per cui la gradualità della programmazione si rivela proficua.

1) scarsa abitudine a lavori con molte serie (oltre le 10) sulla single lift in multi frequenza (da 3xweek in su):
l'impiego graduale del lavoro ausiliario e complementare permette di metabolizzare più facilmente il passaggio dal precedente metodo di lavoro ad uno che richieda oltre 30/40 serie settimanali sull'alzata gara e oltre 90/100 complessive di lavoro;

2) ridotta disponibilità di tempo che comporti dubbi sulla concreta possibilità di seguire con costanza un simile programma:
l'inizio graduale consente di selezionare con più cura da quali esercitazioni non si intende prescindere e quali invece possono essere considerate solo integrative, evitando di svolgere degli allenamenti irrazionali, sotto il profilo della distribuzione, tra le prime settimane di inizio entusiastico e le successive poco coerenti con le precedenti;

3) poca affidabilità delle proprie risorse fisiche o della loro integrità attuale:
non si tratta di disistima di se stessi bensì di dubbi legittimi, che possono sorgere riguardo all'asprezza di un programma per scarse attitudini fisiche o psicologiche alle qualità da esso richieste, per un lungo tempo ormai trascorso dalle più recenti applicazioni di dette metodologie, per sopravvenuti infortuni o recenti problemartiche muscolo tendinee, per avanzata età anagrafica ed usura rispetto a precedenti pianificazioni del genere o per consistenti modifiche strutturali rispetto a programmi di lavoro già noti, svolti e collaudati;

4) aleatorietà, provvisorietà o gracile individuazione dell'obiettivo:
in assenza di un traguardo reale, definito, verosimile e appagante per le mire dell'atleta, un graduale approccio di condizionamento generale consente di verificare se effettivamente tutto ciò che si è previsto su carta o al pc valga la pena di essere posto in essere - con i relativi sacrifici per intensità, fatica percepita, monotonia e durata - in proporzione all'interesse che si nutre per la meta ed alla concreta possibiltà che ad essa si possa quanto meno pervenire e partecipare aldilà del risultato.
Spesso obiettivi vagamente definiti, del tipo "così divento più forte" oppure "voglio fare un test in cui miglioro i miei personali", "è una sfida con me stesso", "m'incuriosisce sapere se anche adesso che....valgo come quando...", "vorrei crearmi una base per poi..." ecc. sono troppo generici, dai contorni non ben delineati, senza una data certa fissata come punto d'arrivo e soprattutto senza un esame esterno per riuscire a mantenersi solidi ed integri contro le inevitabili avversità e rischiano di essere differiti nel tempo, "sine die" (non si deve ovviamente generalizzare ma molto spesso è così).


In tutti questi casi un inizio che contempli un periodo di progressivo condizionamento garantisce:
- gradualità e quindi assuefazione fisico atletica progressiva,
- accettazione mentale delle difficoltà che insorgono,
- eliminazione di situazioni critiche incidenti sul prosieguo del programma e perfezionamento dello stesso,
- idonea distribuzione soggettiva degli esercizi,
- smaltimento delle tossine e della fatica,
- maggior cura nello smussare difetti tecnici di esecuzione
- monitoraggio continuo di una situazione che risulti ben marcata nei confini e nella meta finale ma rimanga realisticamente elastica nei contenuti;


ecco perchè spesso "capillarizzo" e metabolizzo Laughing

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newman



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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyLun Ago 27, 2012 8:22 pm

Grande!!

Anche io sto facendo una cosa simile per volume e modalità.

L'evolversi dello schema ricorda molto il 20 serie di Sala per lo squat.

In bocca al lupo! Non vedo l'ora di leggere il resto...
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Tonymusante
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMar Ago 28, 2012 7:37 am

newman ha scritto:
Grande!!

Anche io sto facendo una cosa simile per volume e modalità.

L'evolversi dello schema ricorda molto il 20 serie di Sala per lo squat.

In bocca al lupo! Non vedo l'ora di leggere il resto...


crepi il lupo e grazie.

si, ti ricorda quello schema ma semplicemente per il fatto che entrambi discendono ( o comunque sono ad essi successivi) dai megacicli di 20/30 serie utilizzati da Violanti e Ardini negli anni 80; sistemi che ho conosciuto e sperimentato personalmente ed a cui mi ispiro limitatamente ai programmi di volume monospecialistici.
Un saluto

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karn



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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMer Ago 29, 2012 12:54 am

Ciao Tony seguo con molto interesse il tuo diario e noto che citi spesso Violante e Ardini, premetto che ho fatto un search nella rete ma non ho trovato nulla.... confesso la mia ignoranza ma essendo
molto curioso mi domandavo chi fossero queste due persone...weighlifters..powerlifters..preparatori...
ed infine sono stati loro i primi a introdurre in Italia allenamenti con così alto volume?
grazie Smile
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMer Ago 29, 2012 10:51 am

karn ha scritto:
Ciao Tony seguo con molto interesse il tuo diario e noto che citi spesso Violante e Ardini, premetto che ho fatto un search nella rete ma non ho trovato nulla.... confesso la mia ignoranza ma essendo
molto curioso mi domandavo chi fossero queste due persone...weighlifters..powerlifters..preparatori...
ed infine sono stati loro i primi a introdurre in Italia allenamenti con così alto volume?
grazie Smile


Ciao Karn,

guarda che così facendo stuzzichi quell'attitudine di fondo di sentirmi a mio agio calandomi nelle vesti di cronico, storico, bardo, novelliere o pandettista, piuttosto che in quelle di diarista intimista e pubblicista del quotidiano. Cool

Difficilmente riuscirai a reperire materiale con una generica ricerca in rete, poichè parliamo di anni in cui il powerlifting nazionale (e non solo ) era attività ancor più di nicchia di quanto non lo sia ora. Inoltre non c'era internet, tubi ecc, Neutral non si facevano video, se non riprese amatoriali lasciate all'iniziativa individuale, per cui - per tutte quelle discipline sportive che non fossero già assunte alla notorietà - il successo e la fama erano circoscritte ai cultori e tecnici del settore, agli occasionali spettatori del momento ed ai volontari cantori di gesti atletici. What a Face

Claudio Ardini è stato uno dei più importanti powerlifters italiani di sempre e forse - azzarderei ad affermare - il più forte di tutti in campo maschile. Nella sua carriera iniziata già con la FIACF, prima della fondazione della FIPL, è transitato ed ha colto successi in varie categorie di peso: dall'iniziale -75kg, per passare alla -82.5kg., alla -90kg. e chiudere con la -100kg.
Tralasciando le affermazioni nazionali ed altre di cui non ho memoria sul momento, è stato tra i pochissimi azzurri a riuscire ad imporsi all'estero in competizioni con in palio titoli assoluti (cioè non di classe master, junior, ecc.): nel 1984 campione d'Europa EPF di PL nei -75kg., l'anno seguente bissava nei -82.5kg. e nel 1988 vinceva il terzo europeo nei -90kg.
Considera inoltre che cito quasi a braccio e, pertanto, potrei omettere altre importanti affermazioni internazionali.
Fiore all'occhiello della sua prestigiosa carriera atletica furono i World Games (l'Olimpiade degli sport riconosciuti CIO ma non ancora inseriti nel programma olimpico) del 1985, i primi a cui prendevano parte atleti dell'allora giovanissima FIPL: Ardini risultò il vincitore assoluto, impresa non ancora eguagliata da altri atleti azzurri.
In un'epoca in cui pure vi erano powerlifters italiani di grande valore - menziono tra tutti Raffaele Brasile e Floriano Domenici - Ardini stabilì una serie impressionante di record in tutte le specialità ed in diverse categorie di peso, alcuni dei quali di tale entità da rimanere imbattuti per decenni e destinati ormai a rimanere tali, in quanto figurano tra i record italiani "storici" delle categorie di peso modificate dopo il 2010.
Se cerchi nella pagina dei record - che ti si apre cliccando sulla omonima finestrella dall'homepage del sito FIPL - e scorri per cercare i record in corso nelle vecchie categorie, trovi ancora il nome di Ardini, insieme ad altri molto più recenti, come primatista italiano di stacco (nell'ambito della gara completa) con 345kg. nella categoria -100kg e - risultato a dir poco strabiliante - primatista italiano sul totale, nella categ. -82.5, con 845kg.
Ciò che rende eccezionali questi risultati è che venivano eseguiti in condizione di semi raw: si usavano la cinta e le primitive fasce marathon (niente a che vedere con le THP) ma non c'erano le maglie da panca ed i corpetti erano praticamente dei singlet più robusti.
Oltre al record sul totale della categ. -82.5, tuttora inavvicinabile, Ardini deteneva il record sul totale nella categ. -100kg., battuto solamente nella Coppa Italia 2010 da un campione come il "Cinghiale", circa venti anni dopo; allo stesso modo, per battere i suoi famosi record realizzati nella bench press, in tutte le 3 categorie dove li aveva realizzati, è dovuto arrivare uno specialista del calibro di Zannini, con le attuali attrezzature, negli anni 2005 e 2006.
Terminata la carriera atletica, Ardini è stato arbitro internazionale e Commissario della nazionale italiana di PL.

Ho conosciuto Ardini, che ammiravo per i suoi risultati di atleta ma non ho avuto occasione di avere con lui rapporti personali ne tecnici ne extra sportivi. Completamente diversa la questione riguardo a Violanti. Wink
Enrico Violanti è stato il mio mentore, colui che mi ha introdotto nell'ambito del PL, come specialità di bench press, conoscendomi e prelevandomi da altri ambiti sportivi dove pure gareggiavo, allenavo e mi dedicavo all'organizzazione delle manifestazioni; cose che peraltro ho proseguito fino ad adesso.
Lo conobbi, presentatomi da un tecnico emiliano, recandomi da lui con l'allora direttivo dell'AINBB - di cui facevo parte - per convincerlo a tenere dei corsi per formare i giudici di pesi nell'ambito del biathlon atletico, sport da me praticato per oltre venti anni e culminato nella vittoria agli Assoluti FIPCF del 2004 tenutisi a Cortina d'Ampezzo.
Lo convinsi in effetti ma... anche lui convinse me bounce : sapeva che nel biathlon atletico le due specialità sono la bench press e la prova di mezzofondo di corsa (vuol dire biathlon delle due "atletiche", leggera e pesante) e che io, provenendo dall'atletica, mi allenavo pure da panchista da circa 10 anni. Mi invitò a partecipare a gare di sola distensione su panca, con la sua compagine, puntando sul buon differenziale qualitativo che avevo tra peso corporeo e sollevato.
Da quel momento si instaurò uno splendido rapporto di collaborazione anche se, purtroppo, le occasoni per vederci non erano frequenti, perchè io a Roma e lui a Rimini. Inoltre, all'epoca, non c'era youtube, per cui non si potevano seguire, come invece oggi, gli atleti a distanza.
Tuttavia, io seguivo i suoi programmi nella bench, affiancandoli ad i miei per l'atletica ed iniziai a rinforzare la sua società con la presenza di ragazze, perlopiù provenienti dal biathlon, che ottennero discreti risultati: tra le altre, cito Marzia Arciprete, Sabrina Lorenzani e Sonia Bigoli.

Vioanti è stato nel 1983 uno dei 7 padri fondatori della FIPL, insieme a Giusti a Bertoni, a Melli e ad altri: gareggiavano precedentemente nella FIACF di Fassi e dettero vita all'attuale nostra Federazione per imprimere una svolta al PL italiano ed inserirlo nel contesto ufficiale dell'IPF e EPF, già sorto a livello internazionale nel 1970.
Prima compagno di allenamento di Ardini poi allenatore egli stesso, è stato a lungo arbitro internazionale di 1^ fascia e selezionatore della nazionale femminile azzurra ed ha fondato, nello stesso anno in cui cofondò la FIPL, il proprio team di lifters: la Gymnasium '83 di Rimini, alla quale io stesso ho avuto l'onore di appartenere e di tesserare i ragazzi che accompagnavo a disputare le gare FIPl, fino al 2007 (anno di scioglimento della squadra), quindi prima di aggregarmi per un breve periodo alla Powerliftingmania di Rieti, per poi creare ed affiliare il mio personale sodalizio...."tonico" Laughing
Tra i T-boys in forze adesso, Omar/Powermechanic è stato l'ultimo ad essere stato tesserato in FIPL per la società di Violanti.
Pur non essendo Violanti un panchista, ebbe la sorte di trovarsi in squadra una predominanza di specialisti della bench press, probabilmente per quella stessa nemesi storica per cui io, panchista, ho recentemente più specialisti nello stacco What a Face
Il campionato di panca FIPL era infatti uno degli appuntamenti imperdibili di Violanti e l'ultimo vinto da quel team fu in occasione degli Assoluti di bench press svoltisi a Cascina nel dicembre 2005.....in cui ovviamente c'ero anche io.


Senza dubbio allora mancavano quelle possibilità di adesso di scaricare dal web programmi di scuole lontane; la diffusione in generale di tali sistemi che avevano maggior tradizione rispetto alla nostra era minore e resa ancor più difficoltosa dall'alone di mistero che circondava tutto ciò che provenisse dall'Est Europa, vincolato - come noto - al regime in vigore nella ex Unione Sovietica (URSS).
Tutto questo, peraltro, l'ho esaminato in modo più dettagliato nell'articolo "La scuola bulgara della multifrequenza", che puoi trovare nella sez. "articoli" di questo forum.
Dirti quindi che, in generale, Violanti ed Ardini furono i primi a conoscere ed attuare gli schemi delle scuole di pesistica più rinomate (la teoria del volume sorse soprattutto in URSS e nella ex Germania Est) sarebbe riduttivo ed ingeneroso nei confronti di eventuali altri importanti tecnici.
Sicuramente furono tra i primssimi in Italia negli anni '80 e '90 e senz'altro, per ovvie ragioni anagrafiche, precedettero molti sistemi che si sono diffusi successivamente e che magari hanno anche apportato ragionate, proficue e necessarie varianti programmatiche ed accorgimenti pratici, dettati pure dalla precedente esperienza (come del resto avviene in tutti i campi).
E' utile sottolineare che i successi sul campo ottenuti da Ardini e la misurata capacità di valutare, pianificare e consigliare di Enrico Violanti, insieme alla grande carica umana di quest'ultimo, contribuirono non poco a far permeare certi principi tra le vetusti abitudini nostrane, dimostrando sul campo e con i risultati - non solo nella contingenza di una competizione ma su tutto un percorso atletico di una persona - la validità dei ragionamenti e delle analisi che li fondavano e sussistevano alle spalle.


Graze per avermi fornito questo spunto di sentirmi, sia pur per poche decine di minuti, un incrocio storiografico tra il Tacito e lo Svetonio dell'Atletica pesante italiana. cheers





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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMer Ago 29, 2012 11:53 am

Tonymusante ha scritto:
karn ha scritto:
Ciao Tony seguo con molto interesse il tuo diario e noto che citi spesso Violante e Ardini, premetto che ho fatto un search nella rete ma non ho trovato nulla.... confesso la mia ignoranza ma essendo
molto curioso mi domandavo chi fossero queste due persone...weighlifters..powerlifters..preparatori...
ed infine sono stati loro i primi a introdurre in Italia allenamenti con così alto volume?
grazie Smile


Ciao Karn,
guarda che così facendo stuzzichi quell'attitudine di fondo di sentirmi a mio agio calandomi nelle vesti di cronico, storico, bardo, novelliere o pandettista, piuttosto che in quelle di diarista intimista e pubblicista del quotidiano. Cool

Difficilmente riuscirai a reperire materiale con una generica ricerca in rete, poichè parliamo di anni in cui il powerlifting nazionale (e non solo ) era attività ancor più di nicchia di quanto non lo sia ora. Inoltre non c'era internet, tubi ecc, Neutral non si facevano video, se non riprese amatoriali lasciate all'iniziativa individuale, per cui - per tutte quelle discipline sportive che non fossero già assunte alla notorietà - il successo e la fama erano circoscritte ai cultori e tecnici del settore, agli occasionali spettatori del momento ed ai volontari cantori di gesti atletici. What a Face

Claudio Ardini è stato uno dei più importanti powerlifters italiani di sempre e forse - azzarderei ad affermare - il più forte di tutti in campo maschile. Nella sua carriera iniziata già con la FIACF, prima della fondazione della FIPL, è transitato ed ha colto successi in varie categorie di peso: dall'iniziale -75kg, per passare alla -82.5kg., alla -90kg. e chiudere con la -100kg.
Tralasciando le affermazioni nazionali ed altre di cui non ho memoria sul momento, è stato tra i pochissimi azzurri a riuscire ad imporsi all'estero in competizioni con in palio titoli assoluti (cioè non di classe master, junior, ecc.): nel 1984 campione d'Europa EPF di PL nei -75kg., l'anno seguente bissava nei -82.5kg. e nel 1988 vinceva il terzo europeo nei -90kg.
Considera inoltre che cito quasi a braccio e, pertanto, potrei omettere altre importanti affermazioni internazionali.
Fiore all'occhiello della sua prestigiosa carriera atletica furono i World Games (l'Olimpiade degli sport riconosciuti CIO ma non ancora inseriti nel programma olimpico) del 1985, i primi a cui prendevano parte atleti dell'allora giovanissima FIPL: Ardini risultò il vincitore assoluto, impresa non ancora eguagliata da altri atleti azzurri.
In un'epoca in cui pure vi erano powerlifters italiani di grande valore - menziono tra tutti Raffaele Brasile e Floriano Domenici - Ardini stabilì una serie impressionante di record in tutte le specialità ed in diverse categorie di peso, alcuni dei quali di tale entità da rimanere imbattuti per decenni e destinati ormai a rimanere tali, in quanto figurano tra i record italiani "storici" delle categorie di peso modificate dopo il 2010.
Se cerchi nella pagina dei record - che ti si apre cliccando sulla omonima finestrella dall'homepage del sito FIPL - e scorri per cercare i record in corso nelle vecchie categorie, trovi ancora il nome di Ardini, insieme ad altri molto più recenti, come primatista italiano di stacco (nell'ambito della gara completa) con 345kg. nella categoria -100kg e - risultato a dir poco strabiliante - primatista italiano sul totale, nella categ. -82.5, con 845kg.
Ciò che rende eccezionali questi risultati è che venivano eseguiti in condizione di semi raw: si usavano la cinta e le primitive fasce marathon (niente a che vedere con le THP) ma non c'erano le maglie da panca ed i corpetti erano praticamente dei singlet più robusti.
Oltre al record sul totale della categ. -82.5, tuttora inavvicinabile, Ardini deteneva il record sul totale nella categ. -100kg., battuto solamente nella Coppa Italia 2010 da un campione come il "Cinghiale", circa venti anni dopo; allo stesso modo, per battere i suoi famosi record realizzati nella bench press, in tutte le 3 categorie dove li aveva realizzati, è dovuto arrivare uno specialista del calibro di Zannini, con le attuali attrezzature, negli anni 2005 e 2006.
Terminata la carriera atletica, Ardini è stato arbitro internazionale e Commissario della nazionale italiana di PL.

Ho conosciuto Ardini, che ammiravo per i suoi risultati di atleta ma non ho avuto occasione di avere con lui rapporti personali ne tecnici ne extra sportivi. Completamente diversa la questione riguardo a Violanti. Wink
Enrico Violanti è stato il mio mentore, colui che mi ha introdotto nell'ambito del PL, come specialità di bench press, conoscendomi e prelevandomi da altri ambiti sportivi dove pure gareggiavo, allenavo e mi dedicavo all'organizzazione delle manifestazioni; cose che peraltro ho proseguito fino ad adesso.
Lo conobbi, presentatomi da un tecnico emiliano, recandomi da lui con l'allora direttivo dell'AINBB - di cui facevo parte - per convincerlo a tenere dei corsi per formare i giudici di pesi nell'ambito del biathlon atletico, sport da me praticato per oltre venti anni e culminato nella vittoria agli Assoluti FIPCF del 2004 tenutisi a Cortina d'Ampezzo.
Lo convinsi in effetti ma... anche lui convinse me bounce : sapeva che nel biathlon atletico le due specialità sono la bench press e la prova di mezzofondo di corsa (vuol dire biathlon delle due "atletiche", leggera e pesante) e che io, provenendo dall'atletica, mi allenavo pure da panchista da circa 10 anni. Mi invitò a partecipare a gare di sola distensione su panca, con la sua compagine, puntando sul buon differenziale qualitativo che avevo tra peso corporeo e sollevato.
Da quel momento si instaurò uno splendido rapporto di collaborazione anche se, purtroppo, le occasoni per vederci non erano frequenti, perchè io a Roma e lui a Rimini. Inoltre, all'epoca, non c'era youtube, per cui non si potevano seguire, come invece oggi, gli atleti a distanza.
Tuttavia, io seguivo i suoi programmi nella bench, affiancandoli ad i miei per l'atletica ed iniziai a rinforzare la sua società con la presenza di ragazze, perlopiù provenienti dal biathlon, che ottennero discreti risultati: tra le altre, cito Marzia Arciprete, Sabrina Lorenzani e Sonia Bigoli.

Vioanti è stato nel 1983 uno dei 7 padri fondatori della FIPL, insieme a Giusti a Bertoni, a Melli e ad altri: gareggiavano precedentemente nella FIACF di Fassi e dettero vita all'attuale nostra Federazione per imprimere una svolta al PL italiano ed inserirlo nel contesto ufficiale dell'IPF e EPF, già sorto a livello internazionale nel 1970.
Prima compagno di allenamento di Ardini poi allenatore egli stesso, è stato a lungo arbitro internazionale di 1^ fascia e selezionatore della nazionale femminile azzurra ed ha fondato, nello stesso anno in cui cofondò la FIPL, il proprio team di lifters: la Gymnasium '83 di Rimini, alla quale io stesso ho avuto l'onore di appartenere e di tesserare i ragazzi che accompagnavo a disputare le gare FIPl, fino al 2007 (anno di scioglimento della squadra), quindi prima di aggregarmi per un breve periodo alla Powerliftingmania di Rieti, per poi creare ed affiliare il mio personale sodalizio...."tonico" Laughing
Tra i T-boys in forze adesso, Omar/Powermechanic è stato l'ultimo ad essere stato tesserato in FIPL per la società di Violanti.
Pur non essendo Violanti un panchista, ebbe la sorte di trovarsi in squadra una predominanza di specialisti della bench press, probabilmente per quella stessa nemesi storica per cui io, panchista, ho recentemente più specialisti nello stacco What a Face
Il campionato di panca FIPL era infatti uno degli appuntamenti imperdibili di Violanti e l'ultimo vinto da quel team fu in occasione degli Assoluti di bench press svoltisi a Cascina nel dicembre 2005.....in cui ovviamente c'ero anche io.


Senza dubbio allora mancavano quelle possibilità di adesso di scaricare dal web programmi di scuole lontane; la diffusione in generale di tali sistemi che avevano maggior tradizione rispetto alla nostra era minore e resa ancor più difficoltosa dall'alone di mistero che circondava tutto ciò che provenisse dall'Est Europa, vincolato - come noto - al regime in vigore nella ex Unione Sovietica (URSS).
Tutto questo, peraltro, l'ho esaminato in modo più dettagliato nell'articolo "La scuola bulgara della multifrequenza", che puoi trovare nella sez. "articoli" di questo forum.
Dirti quindi che, in generale, Violanti ed Ardini furono i primi a conoscere ed attuare gli schemi delle scuole di pesistica più rinomate (la teoria del volume sorse soprattutto in URSS e nella ex Germania Est) sarebbe riduttivo ed ingeneroso nei confronti di eventuali altri importanti tecnici.
Sicuramente furono tra i primssimi in Italia negli anni '80 e '90 e senz'altro, per ovvie ragioni anagrafiche, precedettero molti sistemi che si sono diffusi successivamente e che magari hanno anche apportato ragionate, proficue e necessarie varianti programmatiche ed accorgimenti pratici, dettati pure dalla precedente esperienza (come del resto avviene in tutti i campi).
E' utile sottolineare che i successi sul campo ottenuti da Ardini e la misurata capacità di valutare, pianificare e consigliare di Enrico Violanti, insieme alla grande carica umana di quest'ultimo, contribuirono non poco a far permeare certi principi tra le vetusti abitudini nostrane, dimostrando sul campo e con i risultati - non solo nella contingenza di una competizione ma su tutto un percorso atletico di una persona - la validità dei ragionamenti e delle analisi che li fondavano e sussistevano alle spalle.
Grazie per avermi fornito questo spunto di sentirmi, sia pur per poche decine di minuti, un incrocio storiografico tra il Tacito e lo Svetonio dell'Atletica pesante italiana. cheers

No Tony , non sei Tu che devi ringraziare , siamo noi lettori che dobbiamo ringraziarTI . Wink
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karn



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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMer Ago 29, 2012 12:24 pm

Grazie mille per la tua dettagliatissima risposta Very Happy

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kresh

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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMer Ago 29, 2012 1:30 pm

che pezzo di storia!!!
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMer Ago 29, 2012 2:28 pm

bellissimo post giovanni, ricordo per chi volesse approfondire, che un po di storia del powerlifting FIPL è reperibile nell'apposita pagina del sito Federale:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
nella descrizione non è inserito, ma quello al centro con la maglietta bianca è C. Ardini.

Tonymusante ha scritto:

Difficilmente riuscirai a reperire materiale con una generica ricerca in rete, poichè parliamo di anni in cui il powerlifting nazionale (e non solo ) era attività ancor più di nicchia di quanto non lo sia ora. Inoltre non c'era internet, tubi ecc, Neutral non si facevano video, se non riprese amatoriali lasciate all'iniziativa individuale...

mi stai tentando....alcune gare le ho catturate da vecchi vhs, appena ho un po di tempo magari carico qualcosa sul canale fipl.
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyGio Ago 30, 2012 7:06 am

Non conoscevo la storia di Ardini...che numeri ragazzi, davvero impressionante. E poi senza attrezzatura praticamente!! Un marziano.
Grazie per la bella storia Giovanni, deve essere stato veramente un periodo affascinante dove molto era ancora da scoprire e sperimentare.
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyGio Ago 30, 2012 10:42 am

Giovanni questi squarci di storia sono senz altro motivo di valorizzazione di queste pagine del tuo diario.

il ruolo di narratore ti si addice in modo sconvolgente.

grazie per l'excursus.
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MassimilianoPL



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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyGio Ago 30, 2012 5:43 pm

Naturalmente tra i lettori ci sono anche io...! Grazie Giovanni! Ciao e buon allenamento!
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyVen Ago 31, 2012 6:34 am

Fantastico mister bellissimo diario!!... e poi quest'ultimo post....veramente un pezzo di storia del Pl moderno!
La foto...una vera chicca! ( Grazie Enrico!)

E' bello vedere come grazie al forum i racconti che ci hai narrato durante molti allenamenti drunken diventano
un modo per far conoscere ( study ) le proprie radici (agonistiche) a molti altri ragazzi...

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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyVen Set 07, 2012 10:12 am

A causa di vari problemi professionali, tra cui il trasferimento degli uffici dove lavoro, non mi sono potuto connettere per qualche giorno ma gli allenamenti non hanno subito alcun rallentamento. Very Happy
Riprendo con il resoconto (ritardato) della scorsa settimana.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

IV SETTIMANA


lunedì 27 agosto

a) bench press: 9x8 + 3x7x68kg.,

b) trazioni alla sbarra: 7x7 alternando prese in pronazione, a palmi paralleli e in supinazione,

c) floor press: 5x5x82.5kg.,

d) squat: 5x8x55kg.,

e) alzate frontali del disco: 3x8x20kg.,

f) curl bicipiti con bilanciere: 4x8x30kg.,

g) crunch: 3x20;


mercoledì 29 agosto

a) bench press: 6x8 + 6x7x70kg.,

b) stacchi alla quadra bar: 5x6x75kg.,

c) contrazioni statiche su panca orizzontale (7° pin della "gabbia" Powertec): 4 da 6" con 100kg.,

d) calf raises monopodalico: 4x15,

e) alzate laterali a un braccio: 3x8x10kg.,

f) back hyperextensions: 3 serie;

g) extrarotatori al cavo: 3x10



venerdì 31 agosto

a) bench press: 3x8 + 9x7x72kg.,

b) Hack squat machine: 4x8x45kg.,

c) lockouts su panca orizzontale (8° pin della "gabbia" Powertec): 4x6x90kg. a diverse impugnature,

d) rematore alla francese: 5x8 con 40kg. di sovraccarico,

e) shrugs con manubri: 3x8x65kg. la coppia,

f) slanci dietro del bilanciere: 3x10x35kg.,

g) crunch inverso: 3x20


bw: kg. 62,7/9 nel corso della settimana



COMMENTI e RIFLESSIONI:


L'allenamento viene assorbito discretamente nonostante registri delle scontate rigidità muscolari, in particolare nelle ore e nel giorno successivo all'effettuazione di alcuni esercizi. Dopotutto, se non ho ancora approntato un adeguato programma di stretching, non posso che prendermela con me stesso. Evil or Very Mad
Riassumo in breve le ragioni alla base della scelta degli esercizi ausiliari specifici:

floor press - ottimo a mio avviso per abituarsi a reagire all'inevitabile sticking point che spesso si manifesta, durante la preparazione geared, proprio nell'angolo di lavoro corrispondente alla distensione dal pavimento: potrebbe in seguito essere proficuamente svolta indossando la bench shirt ma pure sostituita da una board press di corrispondente altezza.
Per intanto, modificando lievemente l'impugnatura da serie a serie, si può distribuire diversamente il carico tra i tricipiti ed i deltoidi. E' del tutto assente il leg drive (le gambe sono distese) e ciò sollecita lo sforzo sui gruppi sopra citati.

contrazioni statiche - concetto allenante particolare ed antico che deriva dai principi dell'isometria: la differenza sta nel fatto che in tale ultimo caso lo sforzo è attivo contro una resistenza fissa ma di valore imprecisato, mentre nelle contrazioni statiche lo sforzo è prevalentemente passivo contro un gravame di entità precisa e prescelta.
La definizione, la descrizione e la metodologia di allenamento furono brillantemente descritte in alcune pubblicazioni soprattutto di Peter Sisco e John Little: l'allenamento isometrico (è improprio definirlo "lavoro" mancando lo "spostamento") incide in modo esclusivo su gli angoli di leva prestabiliti e, nella versione delle contrazioni statiche, esercita la qualità di resistenza in eccentrica, sostituendosi al ben più invasivo e pericoloso lavoro eccentrico vero e proprio delle cosiddette ripetizioni negative.

lockouts - il termine generico sta ad indicare vari tipi di "chiusure", che rappresentano una costante nell'allenamento di quasi tutte le specialità (nello stacco abbiamo il pin pull, nelle distensioni in piedi l' overhead lockout).
Nel caso della bench press le effettuo nel rack chiuso (la famigerata gabbia Cool ), variando l'altezza dei pin ed il conseguente carico: lo scopo è quello di concentrarsi su traiettorie limitate con carichi via via maggiori, da una posizione più simile all'esercizio gara rispetto alla floor press anche se meno isolante sui singoli gruppi muscolari e sulla catena cinetica deputata (in questo caso c'è il leg drive).
Quindi, come nelle contrazioni statiche, si fa ampio utilizzo dei pin ma contrariamente ad esse il "lavoro" in accezione di Fisica è tale a tutti gli effetti, in quanto abbiamo delle distensioni parziali e non degli sforzi statici. Durante la preparazione equipped può essere sostituito proficuamente dalle board presses, che invece non prediligo svolgere in modalità raw.

Ogni mezzo allenante offertoci dallo studio della disciplina, dall'empirismo del desiderio di graduale ma costante sperimentazione e dalla conseguente esperienza accumulatasi negli anni rappresenta pur sempre una proposta, per quanto allettante, un'opzione da analizzare soggettivamente ed una pietanza da servire al momento topico di un cammino atletico, di un percorso agonistico determinato e di alcuni lavori pregressi. Non è una soluzione assoluta per il miglioramento, ne come univocità di offerta ne come adattabilità a chiunque e nemmeno come strada replicabile in ogni fattispecie da chi pure se ne sia in precedenza giovato.
Ogni scelta va ponderata sulle caratteristiche del soggetto, dei suoi obiettivi e andrebbe verificata dall'esterno, poichè è molto arduo definire i contorni di una certezza ed i suoi contenuti mentre è più semplice escludere ciò che più plausibilmente è da scartare in una situazione data.
Insomma, ad epilogo di quest'ennesimo mio delirio oppiaceo drunken, è forse perrtinente concludere con l'amara ma realistica saggezza di Montale:
"non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo" Exclamation







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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyVen Set 07, 2012 5:00 pm

ci sei mancato...per un attimo pensavo avessi già abbandonato il diario ed i tuoi lettori Surprised
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMar Set 11, 2012 12:34 pm

grazie Floyd e grazie a tutti voi che avete la pazienza di leggermi Very Happy ; gradualmente risponderò anche alle varie mails accumulatesi in questi giorni.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


V SETTIMANA


lunedì 3 settembre

a) bench press: 12x7x74kg.,

b) trazioni alla sbarra: 6x8 con varie prese,

c) floor press: 5x5x85kg.,

d) squat: 4x8x55/60kg.,

e) alzate frontali del disco: 4x8x20kg.,

f) curl bicipiti con bilanciere: 4x8x30kg.,

g) crunch: 4x20


mercoledì 5 settembre

a) bench press: 9x7 e 3x6x 76kg.,

b) stacchi da terra: 5x5x80kg.,

c) shrugs con bilanciere: 4x8x70kg.,

d) contrazioni statiche alla panca orizzontale (8° pin del rack della Powertec): 3 da 6" con 110kg.,

e) calf raises: 4x12x80kg. alla pressa inclinata,

f) extrarotatori al cavo: 3x10

g) crunch inverso: 3x25


venerdì 7 settembre

a) bench press: 6x7 e 6x6x78kg.,

b) rematore alla francese: 4x8 con 45kg. di sovraccarico,

c) lockouts su panca orizzontale (8° pin della "gabbia"): 4x6x95kg. a impugnatura variata,

d) Hack squat machine: 4x8x55kg.,

e) alzate laterali "Nubret": 3x8x10kg.,

f) inverse curl con bilanciere: 4x8x20kg.

g) iperestensioni lombari su panca romana: 3x12 con 15kg.

h) slanci dietro del bilanciere: 3x10x35kg.



COMMENTI e RIFLESSIONI

L'allenamento procede secondo i canoni consueti, seguendo lo sviluppo previsto nell'esercizio di gara e con un moderato incremento nei carichi o, in alternativa, nel numero delle serie per quanto concerne gli altri lavori ausiliari e complementari.
Proseguo nella disamina di alcuni esercizi ed in qualche annotazione spicciola.
- col progredire del lavoro le articolazioni ed i tendini risultano maggiormente impegnati; questo si riferisce anche ai polsi dove, al momento, avverto fastidi nell'accingermi all'esercizio di front squat, per la particolare posizione delle mani iperpronata. Di conseguenza, per non stuzzicare l'eventuale insorgere di un problema e per non stressare le spalle con l'appoggio culturistico, ho preferito accantonare lo squat frontale ed alternare quello classico (che di solito svolgo nella prima sessione) con l'Hack squat, che posso agevolmente affrontare alla macchina, dando lo stesso una moderata incidenza (i miei carichi sono molto bassi) al lavoro dei quadricipiti femorali, come del resto era tra gli obiettivi del front. In seguito vedremo come regolarci ma preferisco in ogni caso evitare la leg press, che è una macchina che mi piace molto poco.
- le scrollate o shrugs sono un esercizio antico sulle quali è stata persino scritta in passato una pregevole pubblicazione; possono essere eseguite da più posizioni, diverse modalità e con vari attrezzi. Sto eseguendo quelle classiche per il trapezio, senza la circonduzione delle spalle, che giudico rischiosa: sono passato dai manubri al bilanciere, perchè ciò mi consente di smuovere più carico e di adoperare l'attrezzo tipico del lifter.
- le abduzioni posteriori del bilanciere (che chiamo "slanci dietro") sono un esercizio poco conosciuto ma molto efficace per i muscoli della parte posteriore della spalla; nel mio caso, dove abbondano lavori di distensione e spinta, rappresentano un buon movimento per esercitare dei gruppi muscolari antagonisti e stabilizzatori all'esercizio di bench press. Unico neo è rappresentato dal fatto che sollecitano la rigidità muscolare nelle zone del trapezio posteriore e del collo, dove sono sofferente, per cui cerco di farne uso parco avendo cura di tenere rilassati, durante la brevissima escursione del movimento, le scapole e il trapezio stesso.

Anche in questa occasione non sono certo stato avaro di parole Very Happy ma spero di non aver comunque dato una visione troppo dogmatica dei workouts, che obbediscono senza dubbio a leggi fisiche di biomeccanica dell'esercizio e fisiologia umana ma risentono di una molteplicità di varianti e situazioni (più volte peraltro citate) personali e storicizzate dell'individuo, dell'obiettivo e del momento.
I sistemi sono codificazioni dei metodi e devono quindi essere elastici, pur nella aridità e rigore dei numeri e degli elementi che li compongono ed espressione di una filosofia di lavoro, rappresentata appunto dal metodo. Lo studio dei metodi e delle possibili applicazioni sta alla base delle stesse e deve essere in continua evoluzione e continuamente sottoporsi al vaglio dell'esperienza vissuta che ne attesti la validità.
Ecco perchè a me, come a chiunque, è fatto sempre obbligo di procedere con prudenza, non come un maestro che insegna ma come un uomo di campo che affronta molteplici esperienze su stesso e su altri e, di seguito, le offre affinchè siano giudicate, seguite, modificate, interpretate o respinte.
D'altronde condivido appieno il pensiero del filosofo Cartesio: "il mio scopo non è quello di insegnare il metodo che ciascuno deve seguire per ben condurre la propria ragione ma di far soltanto vedere in quale modo ho cercato di condurre la mia".
Sleep

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Ultima modifica di Tonymusante il Mar Set 11, 2012 1:00 pm, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMar Set 11, 2012 12:37 pm

Ciao Giovanni,
gli slanci posteriori con bilancere li esegui con carichi "leggeri" o 35kg x 10 reps è a cedimento?
scusami se la domanda può apparire stupida ma volevo capire se nelle logiche c'è anche quella di creare una progressione su questo genere di esercizio (che conosco ma non ho mai eseguito)
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMar Set 11, 2012 12:49 pm

Ciao Mister,

ti volevo chiedere se poi hai inserito degli esercizi di stretching, che in un primo momento mi sembra di ricordare non avevi inserito. A proposito che ne pensi in generale degli esercizi di allungamento? Credi che possano svolgere un ruolo determinante al fine di evitare gli infortuni e aumentare le prestazioni?
Conosci dei protocolli o esercizi che sarebbe consigliabile eseguire? Scusami se magari ho messo troppa carne a cuocere...(o magari rischio di andare off-topic)
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMar Set 11, 2012 9:04 pm

bè direi che la frase di Cartesio è la ciliegina sulla torta che corona un grande diario.


seguire i tuoi wo è interessantissimo e condivido in pieno la scelta dell' Hack squat in sostituzione al front.
Evitare eventuali fastidi è un'ottima soluzione in previsione di una difficoltà d'esecuzione della bench press.


ps: ora posso anche andare a letto Wink
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMer Set 12, 2012 11:03 am

°°sOmOja°° ha scritto:
Ciao Giovanni,
gli slanci posteriori con bilancere li esegui con carichi "leggeri" o 35kg x 10 reps è a cedimento?
scusami se la domanda può apparire stupida ma volevo capire se nelle logiche c'è anche quella di creare una progressione su questo genere di esercizio (che conosco ma non ho mai eseguito)


Ciao Claudio e ben trovato sul diario. Very Happy


In effetti si tratta di un esercizio che vidi eseguire molti anni fa, nella palestra Budokan di Roma che fu la mia prima palestra del settore pesi, da Franco Mormile, detto "l'australiano" in quanto figlio di emigranti in Australia, dove credo fosse pure nato: lui era uno stacchista fortissimo e gareggiò nell'AICAP prima e nell'FIPL dopo, per poi tornare proprio in Australia.
Ho eseguito gli slanci posteriori saltuariamente ma in diversi periodi e, soprattutto, li ho fatto eseguire ai miei ragazzi.
Dirti che il carico attuale sia del tutto leggero non direi, però sicuramente sarei in grado di svolgere le serie da 10 reps con 40 e forse, progressivamente, con 45kg.
Normalmente non seguo una progressione di carichi precisa negli esercizi che reputo complementari, appunto perchè tali (in relazione beninteso alle mie necessità, poichè potrebbero costituire invece un "fondamentale" per altri atleti) e preferisco affidarmi ad un graduale quanto estemporaneo incremento, in linea con il raggiungimento di un adeguato stato di forma e, di solito, inversamente proporzionale al periodo di maggior carico ed intensità per la/le alzate di gara.
In ogni caso non adotto quasi mai il "cedimento" - escluso talvolta quello tecnico nelle lifts principali - ne sui carichi ne sul numero delle ripetizioni, poichè poco in assonanza con le logiche dei miei allenamentio di maxi volume e troppo stressante per la condizione fisica; quando mi rendo conto di non aver più margine nell'alzare i carichi, procedo diminuendo di pari passo le reps oppure vario esercizio.

Grazie per l'intervento


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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 EmptyMer Set 12, 2012 1:54 pm

grazie a te per la risposta!
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MessaggioTitolo: Re: Tony bench presser's volume training    Tony bench presser's volume training   - Pagina 2 Empty

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