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 History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore

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MessaggioTitolo: History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore    History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore  EmptyVen Nov 23, 2012 4:09 pm




IVANO GIUSTI - l'esperienza di un Padre Fondatore



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[Nella foto: Ivano Giusti impegnato ai Campionati Italiani ’83 nella prova di stacco con kg. 292.500 ]

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Sul finire del 1991, insieme ad altri amici cultori del biathlon atletico, che all’epoca praticavo come attività sportiva principale, decidemmo di costituire un’associazione autonoma che ci consentisse di organizzare un’intera stagione agonistica finalizzata alla nostra disciplina, con relativo calendario gare e renderci pertanto autonomi dall’allora FILPJK (Federazione Italiana Lotta, Judo, Pesi e Karate) che si era mostrata del tutto impreparata e disinteressata alle necessità e peculiarità del biathlon, nonostante pretendesse di assorbirne l’attività.
Confluimmo così nell’AINBB che, per noi, mutò la seconda "B" di body building in biathlo, divenendo Associazione Italiana Natural Bodybuilding e Biathlon atletico ed entrammo in contatto con la FIPL - che, per inciso, aveva percorso un cammino simile al nostro - per la parte regolamentare concernente la specialità di bench press e per coloro che avrebbero potuto darci il loro prezioso apporto come giudici di gara.
Il nome di Ivano Giusti mi fu indicato da Violanti, allorché dovevo organizzare a Roma, nel maggio del ’92, una gara di biathlon valevole come qualificazione centro-sud per i successivi Campionati Italiani.
Livornese, sembrava essere - tra gli arbitri in forza alla FIPL - uno dei più vicini alla Capitale, oltre che tra i più esperti di quelle specialità, essendo stato tra i fondatori della Federazione di PL.
Ivano, gentilissimo e disponibile come sempre, giunse sul posto alla vigilia della competizione, insieme alla moglie e ad Ercoli, che anni dopo divenne, per una breve stagione, Presidente della FIPL.
Inutile dire che riuscì ad immedesimarsi immediatamente con un ambiente ed una realtà che non conosceva, grazie alle doti di esperienza e competenza ed a quello spirito risoluto, tutto toscano, che tuttora lo contraddistingue.
Ebbi diverse ulteriori occasioni di incontrarmi con lui negli anni successivi, partecipando questa volta in prima persona ai Campionati Italiani di panca, vecchia edizione, della Federazione di Powerlifting: cito tra tutte l’edizione ’94, del quale è stato pubblicato il filmato proprio in questa sezione del forum e l’edizione ’97, entrambe organizzate da lui, nel mese di giugno, nel capiente Palazzetto di Livorno.
Lo persi poi di vista quando si ritirò temporaneamente dall’attività e lo ritrovai, parecchi anni dopo, nel 2007, in occasione del “Trofeo Bertoletti” di bench press, che quell’anno si svolgeva sul lungomare di Vasto nell’ambito di un progetto fieristico estivo.
Gli anni erano passati e lui aveva un viso meno “cattivo” ( in senso atletico s'intende Cool ) ma aveva raggiunto un bagaglio d’esperienza nella conduzione dei software di gara che, unito alle capacità di tecnico ed alle conoscenze della macchina organizzativa del settore pesi, ne facevano un personaggio realmente imprescindibile per il moderno e solido organigramma della rinnovata FIPL .

Questa del Giusti giovane atleta, poi tecnico maturo e preparato, quindi organizzatore e dirigente esperto è la storia di cui vorrei che veniste a conoscenza: non però con le mie asettiche parole ma con quelle più concrete e veraci del protagonista; una storia che trapassa quasi 40 anni di attività sportiva nel mondo dei pesi e che trasuda l’esperienza vissuta di chi ha avuto - con pochi sparuti amici – dapprima il coraggio ed il merito di fondare la Federazione ufficiale del PL in cui ci riconosciamo, poi la forza e la tenacia di renderla stabile e conosciuta persino a chi non concedeva nessuna chance alle “alzate di potenza”; una storia che continua a regalarci traguardi importanti proprio tramite l’attività federale, nel trentennale dalla fondazione, grazie al cammino sicuro di uno dei Padri Fondatori.


Cedo ora volentieri la parola a Ivano. bounce


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[Camp.ti Centro Italia 1980 – squat: 235]



Salve, sono Ivano Giusti ed amo profondamente il Powerlifting. sunny

Un grande amico nonché atleta e soprattutto grande coach, Giovanni D’Alessandro, mi ha chiesto dei cenni biografici su di me, per farne un profilo da pubblicare su una rubrica che tiene sul Forum FIPL. Inutile dire che mi sento lusingato di tale onore anche se come dice lui, “qualcosa di noi vecchi del pl” .
Non sto qua a far un curriculum vitae ma vorrei fare una “chiaccherata” attraverso 39 anni dedicati a questo meraviglioso sport il “Powerlifting”.
Tutto è nato nel 1974 quando, per problemi di sovrappeso - chiamiamoli così - sono entrato in una palestra , se tale si poteva all’epoca chiamare. Venivo da attività sportive quali rugby, getto del peso e, negli ultimi 4 anni, ciclismo , che tengo a precisare avevo svolto tutte a livello agonistico: del resto a me far “sport tanto per fare” non è mai piaciuto.
4 anni di ciclismo mi avevano “asciugato” per bene, ritrovarmi dopo pochi mesi in soprappeso mi infastidiva e la cosa mi spinse verso la palestra, però…. da buon agonista, dovevo trovare qualcosa di impegnativo.
Iniziai con il Sollevamento Pesi: allora manco si conosceva la parola Weigth Lifting nelle “stanzone “ dietro il deposito degli armi dei canottieri che il Gruppo sportivo dei VVFF Tomei di Livorno metteva a disposizione della squadra di sollevamento pesi. Però, dopo alcuni mesi, mi accorsi che tale disciplina non si confaceva con me o più banalmente non mi riusciva o piaceva. Alcuni miei amici frequentavano una palestra dove si faceva “cultura fisica” e uno sport che non avevo mai sentito nominare: le “alzate di potenza”, sempre con bilanciere e pesi ma meno impegnativo o difficile, dicevano all’epoca, del sollevamento pesi.
Fu amore a prima vista: lo squat mi conquistò subito, la panca un po’ meno, lo stacco non c’era. Tuttavia mi si offrì subito l’occasione per comprendere che non era così semplice come dicevano.
Vedendo alcune persone che si allenavano con il bilanciere mi colpì il carico che essi usavano e mi dissi: “Ne sono capace anch’io”. Niente di più sbagliato e chiaramente feci una figuretta. “Troppi pesi! – esclamai - non fa per me”. L’allenatore di quel tempo mi chiese con benevola ironia: “Scusa, ma come si chiamano questi?” “pesi” risposi, e lui: “appunto, altrimenti si sarebbero chiamati leggeri!”. E fu quella battuta che mi istigò a continuare e mai ringrazierò abbastanza quella persona.
Iniziai a gareggiare dopo 4 mesi. Non dimenticherò mai la prima volta, in casa a Livorno, 175 di squat e 95 di panca a 78 kg di peso . Per 4 anni gareggiai con alti e bassi: max 220 o 225 (non ricordo più ) di squat e 125kg. di panca con un 3° posto agli Italiani di Asti nel 1977. Stranamente, nel 1978 mi presi un anno “sabbatico”, poiché sembrava essermi passata la voglia .




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[ 1977 - gara promozionale, squat: 190kg.]



In realtà il ferro era ormai nel sangue e nella testa . Nel 1979 ripresi ad allenarmi e trovai la sorpresa dell’inserimento della prova di stacco. L’Italia aveva iniziato a gareggiare in campo internazionale e quindi dovevamo adeguarci. Nel frattempo la palestra dove mi allenavo si era dedicata esclusivamente al sollevamento pesi, per cui fui costretto a cercare un’altra palestra.
Insieme al mitico Floriano Domenici cercammo di sperimentare da soli nuovi sistemi di allenamento , un po’ leggendo qualche rivista specializzata, un po’ “rubando” informazioni agli altri atleti; durante le gare era tutto un : “ma te cosa fai ? quante serie fai e ripetizioni? “ ma più che altro le scoperte avvenivano battendo la faccia in palestra, provando e riprovando strade nuove o varianti sulla nostra pelle. Si raggiunse una programmazione che, personalmente e con le dovute evoluzioni e gli adattamenti ad personam, adotto ancora oggi per miei allievi.
Fino al 1984 , anno in cui un incidente motociclistico mi tolse o quasi dalle pedane di gara, fu un crescendo di soddisfazioni alternate a inevitabili delusioni, come penso tutti gli atleti subiscono; in un bilancio generale, però, posso sinceramente stimare le prime in numero maggiore; a me bastava gareggiare per essere già soddisfatto poi, quando vincevo, era sicuramente meglio.
Nei primi anni 80 comparvero i primi costumini e le prime fasce da squat; il mio primo costumino era un Marathon bianco, che sembrava fatto con la “iuta” talmente era grezzo e poco elastico, al punto che si strappava come niente all’altezza del cavallo. Lo indossai per la prima volta nel 1981, mentre le fasce l’anno dopo;, nel frattempo avevo utilizzato delle fasce di solo elastico, tipo quello delle “mutande” per intenderci, che trovavo nei vecchi negozi di “bustai” - chi è più vecchio ricorderà che esistevano negozi dove si “costruivano” busti medici e pancere - il tutto nel rispetto del regolamento: 2m x 8cm, con le quali agli italiani di Rimini, nel 1981, ottenni 270kg. di squat a 88 kg di peso corporeo, che contribuirono a raggiungere il 2° posto, con 157,5kg. di panca e 255kg. di stacco.
Un crescendo di soddisfazioni dicevo fino ad arrivare ai 300 kg di squat, 170kg. di panca raw (le magliette ancora non c’erano) e 292,5kg. di stacco.



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[Camp.ti Centro Italia ’83 – panca kg. 170]



Questa che ho riassunto rappresenta in sostanza la mia biografia di atleta: a partire dal 1984 mi sono dedicato alla FIPL e dal 1989 in poi anche ad allenare, con grandi soddisfazioni; ogni volta che un mio allievo\a sale in pedana è un po’ come se montassi io e questo spiega il perché, alle gare, si sentono distintamente i miei incitamenti, diciamo…. parecchio “sonori”! Ahahah. Laughing
Tornando indietro, vi racconto in sintesi qualcosa di ciò che è stato il mio contributo all’interno della FIPL, sperando che non mi giudicherete “immodesto”, perchè è proprio ciò di cui vado fiero ed orgoglioso .
Nel 1981 diventai arbitro nazionale. All’epoca, anche se ci gestivamo da soli, eravamo ancora inseriti nella FIACF, che però ci considerava meno di zero, in quanto rivolta esclusivamente al BB.
Fu così che, alla fine del 1982, sette temerari andarono a parlare con il gran capo FIACF , Franco Fassi, per chiedergli di poterci gestire in proprio pure economicamente. Lui chiaramente rispose picche ed allora gli facemmo presente che ben presto avremmo fondato un’altra federazione dedita solo al powerlifting, chiedendo però di avere l’esclusiva per l’affiliazione alla IPF, la Federazione Internazionale di Powerlifting, in quei tempi già operante e diffusa .
Come prevedibile, Fassi rispose che non era per nulla interessato all’IPF ed a noi e, di conseguenza, accettò di buon grado. Non aspettavamo altro: il tempo di buttar giù uno statuto, delle regole, trovare un nome adeguato e, il 13 febbraio 1983, ci trovammo davanti ad un notaio, in quel di Parma, per far nascere la FIPL , la Federazione Italiana PowerLifting.
Come avrete già capito io ero uno di quei sette “pionieri” del Powerlifting italiano . Questi i loro nomi:


Melli Gianni - Parma
Fontana Giorgio - Parma
Bertoni Paolo - Crema
Violanti Enrico - Rimini
Ardini Claudio - Rimini
Possidoni Graziella - Milano
Giusti Ivano - Livorno


Piccola nota, senza voler essere polemico con nessuno: questi sono coloro che misero la faccia e la firma davanti al notaio, mentre altri che talvolta sul web si presentano come fondatori della FIPL non dicono il vero .

Nel 1983, appunto, entro nel consiglio direttivo della FIPL fino al 1998, anno delle mie dimissioni per problemi personali, che purtroppo mi terranno lontano per 9 anni fino al 2007 .
Nel 1987 conseguo il diploma di arbitro internazionale di 2° categoria che durerà fino appunto al 1998


Ho organizzato varie gare tra cui:
1990 - 1° campionato italiano a squadre ( futura Coppa Italia)
1992 - 10° edizione dei Campionati Assoluti di powerlifting
1994 - 1° gara di specialità di panca (futuri Campionati Assoluti panca)
1997 - 4° edizione dei campionati di panca (futuri Assoluti di panca)
2008 - 9° Campionato Italiano Assoluto di panca
2009 - 10° Campionato Italiano Assoluto di panca
2011 - 12° Campionato Italiano Assoluto di panca
2012 - 12° Coppa Italia
Nel 1997, a Terni, sono stato l’autore del primo software gara che, con le dovute “evoluzioni”, vedete ancora oggi in pedana.
Dal 2010, a seguito di nuovo esame, rivesto nuovamente la qualifica di arbitro nazionale




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[Campionati Italiani 1980 – stacco: kg.235]



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Fin qua numeri e date,… Giovanni mi ha inoltre chiesto di parlare un po’ dei miei metodi di allenamento ed allora, cercando di essere il più conciso e “capibile” possibile, vi scrivo quello che è la mia idea di allenamento del PL .
Premetto che, come già ho scritto prima, i miei metodi sono per la maggior parte frutto dell’esperienza personale; fino a poco tempo fa non ero a conoscenza - e neppure lo sono ora se non del loro nome - dei vari Sheiko, Prileprin, Verchoshansky o di altri studiosi; con questo non voglio sembrare “bravo”, anzi, sostengo l’opportunità di imparare sempre e da tutti; il punto è che, “ illo tempore”, proprio non esistevano codificati con tali denominazioni o, quantomeno, non avevamo modi, tempi e mezzi (web) per documentarci e… d’altra parte, visto che comunque i risultati c’erano e continuano ad esserci……..

Sinceramente e personalmente, credo più nell’esperienza diretta e “visiva” con il proprio atleta, che - non me ne vogliate - agli scritti “uniformanti” e di realtà distanti. Non ritengo in ogni caso di aver “scoperto o inventato “chissa’ cosa”. Pertanto, mi scuserete, se non userò termini “speciali” o acronimi o quant’altro, perché proprio non mi vengono alla mente.
Sono per la multifrequenza dei tre fondamentali 3 volte la settimana: squat panca e stacco, salvo in alcuni periodi lontano dalle gare, in fase di costruzione. Sostengo pure la non ripetivitità dell’allenamento, ovvero è molto difficile che “looppizzi”, per esempio, 8\12 settimane per poi replicare: l’allenamento seguente sarà diverso da quello appena finito anche se, chiaramente, non si discosti di tanto; ciononostante a me piace variare, in quanto la mia “testa” mi dice che così facendo non “fossilizzo” ma stimolo.
L’allenamento si basa fondamentalmente su tre principi

1) costruzione, resistenza per 2\4 settimane a seconda della gara programmata ed in genere lontano dalle gare:
3\4 serie x 10\ 15 ripetizioni, che vanno dal 40 al 65% con frequenza monosettimanale dei tre big integrati da molti esercizi “complementari” anche monoarticolari ; lavori isometrici di 3\6 serie x 10”; lavori aerobici, balzi in alto in lungo a rana e magari con un carico in mano;

2) Consolidamento forza\resistenza:
max 4\6 serie x5\7 ripetizioni 70\85% con frequenza trisettimanale;

3) Fase di forza massimale:
max 4 serie x1\3 ripetizioni e piramidali fino al 100% (giorno di test o gara), con frequenza trisettimanale di cui una in genere di scarico.

Queste ultime due fasi sono “mescolate”, ovvero magari 2 settimane a scalare poi 1 di forza max seguito da scarico attivo; il tutto generalmente x 10\12 settimane, con le ultime 2 strutturate in : 15 gg prima piramidali fino al 95%, poi scarico fino al test o alla gara . Fino a 3 settimane prima del test o gara è anche previsto (se all’atleta piace) di fare anche dei complementari tipo hiperextentions, trazioni alla sbarra o lat machine o pulley e lento avanti seduto, preferibilmente da effettuare nei giorni con minor carico di lavoro.
Nel numero delle serie non sono comprese quelle di “riscaldamento” e il carico usato deve essere “costante”.


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[ Campionati Italiani 1983 - squat: kg. 235]



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Spero di essere stato abbastanza chiaro e di non avervi tediato troppo ma, come è risaputo, i vecchi tendono ad essere logorroici e un po’ autocelebranti; d’altronde scrivere tutto un programma non mi pareva il caso e poi …………….. qualche ingrediente segreto me lo volete lasciare! Rolling Eyes

Un abbraccio, W il Powerlifting e la FIPL
cheers


IVANO GIUSTI

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Ultima modifica di Tonymusante il Ven Nov 23, 2012 5:16 pm - modificato 2 volte.
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MessaggioTitolo: Re: History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore    History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore  EmptyVen Nov 23, 2012 5:14 pm

ivano è stato uno tra le prime persone(oltre ai miei conterranei) che ho conosciuto in fipl alla prima coppa italia raw che feci nel 2009...
Oltre a essere stato un grande atleta (tra i miei preferiti della vecchia scuola)è veramente una grande persona!!di quelle veramente in gamba!!
Un vero mito!grande ivano...

nonostante i metodi di allenamento si siano evoluti rispetto ai tuoi tempi il peso del ferro è rimasto sempre uguale e i tuoi risultati sarebbero stati da podio o quasi anche a quest epoca!

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MessaggioTitolo: Re: History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore    History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore  EmptyVen Nov 23, 2012 7:17 pm

grazie Ivano.
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MessaggioTitolo: Re: History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore    History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore  EmptyVen Nov 23, 2012 7:52 pm

Io sono orgoglioso di essere (immeritatamente) suo allievo.

Non gli dirò mai grazie abbastanza. cheers
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MessaggioTitolo: Re: History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore    History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore  EmptyLun Nov 26, 2012 9:13 am

Grazie, Ivano!
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MessaggioTitolo: Re: History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore    History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore  EmptyLun Set 02, 2013 9:28 pm

Grandissimo Ivano! Con i carichi che ha fatto quando era in pedana avrebbe tutt'ora frantumato molte natiche!
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MessaggioTitolo: Re: History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore    History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore  EmptyLun Giu 30, 2014 8:35 pm

Grandissimo come atleta ed ora come coach. Sei un esempio per tutti Ivano..Smile
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MessaggioTitolo: Re: History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore    History 2) - Ivano Giusti - l'esperienza di un Padre Fondatore  Empty

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